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  Imballaggi Legno  
   
 
 

L’aumento della circolazione delle merci, unitamente all’incremento della velocità con cui queste vengono trasferite anche a grande distanza, ha reso più facile la trasmissione di organismi nocivi in luoghi precedentemente indenni. Gli imballaggi in legno sono frequente veicolo di insetti ed altri patogeni che possono seriamente compromettere il patrimonio agricolo forestale di ampi territori. L’arrivo di un nuovo organismo patogeno può infatti causare seri problemi in quanto generalmente non trova antagonisti naturali in grado di limitarne la diffusione.
Tra i fattori che incrementano il rischio dell’utilizzo degli imballaggi in legno come vettori involontari di patogeni vegetali si possono ricordare: il frequente utilizzo di legname di scarsa qualità proveniente da piante deperienti per patologie in atto o per fenomeni naturali come gli schianti, la presenza sugli imballaggi di corteccia più o meno abbondante e lo stoccaggio di tali materiali in zone del mondo ed in aree a rischio fitosanitario quali i porti. E’ da evidenziare che analogo rischio comporta il materiale in legno utilizzato ad esempio per il fissaggio dei carichi e per la loro sistemazione. Un esempio eclatante della reale pericolosità degli imballaggi in legno è dato dalla recente comparsa (Mota et al, 1999) del nematode del legno (Bursaphelencus xilofilus) già presente in Nord America e più recentemente in Asia, nelle foreste situate nei dintorni di Lisbona, dove sta causando ingenti danni al patrimonio forestale.
Gli imballaggi in legno sono quindi considerati uno dei principali veicoli di diffusione di organismi nocivi per le piante.
In sede di Convenzione Internazionale per la Protezione dei Vegetali (IPPC), la FAO ha approvato nel marzo 2002 le “Linee Guida per la Regolamentazione dei Materiali da Imballaggio in Legno nel Commercio Internazionale.” (ISPM15), finalizzate a ridurre la diffusione di parassiti forestali con gli imballaggi in legno impiegati nel commercio internazionale. Le linee guida individuano i trattamenti ritenuti idonei alla disinfestazione degli imballaggi (trattamento termico HT, fumigazione con bromuro di metile MB) e assegnano ai servizi fitosanitari dei diversi paesi la responsabilità dei controlli su detto materiale, per l’ importazione e l’ esportazione.
In particolare l’ ISPM 15 FAO prevede che gli imballaggi trattati siano identificati da uno specifico marchio IPPC, brevettato dalla FAO, e affida ai Servizi Fitosanitari Nazionali) dei singoli Paesi esportatori la responsabilità di accertare che i sistemi per l’esportazione rispondano ai requisiti stabiliti nello Standard. La procedura include il monitoraggio dei sistemi di certificazione e di marcatura per la verifica della conformità ai requisiti e la messa a punto di procedure di ispezione, registrazione o accreditamento e verifica delle società commerciali che applicano le misure.
Ai fini dell’utilizzo del marchio IPPC FAO, le ditte operanti nel settore imballaggi devono richiedere l’autorizzazione al Consorzio legno sughero attualmente unico soggetto riconosciuto quale ente gestore del marchio con Decreto del Ministero per le Politiche Agrarie e Forestali.

 

 
 


 
 
 
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