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Fitopatologie da Quarantena
 
 
  Scopazzi del Melo  
   
 
 


Desta forte preoccupazione la progressiva diffusione, in particolare in alcune zone del Trentino, della fitoplasmosi del melo, nota comunemente con il nome di “scopazzi del melo”. Per aumentare le conoscenze nei confronti di questa malattia e per contrastarla, l’Istituto Agrario di S. Michele a/A e l’Ufficio Fitosanitario Provinciale, hanno predisposto un programma pluriennale di lavoro; esso comprende:

  • la verifica della presenza del fitoplasma di “Apple proliferation” in meli con sintomi dubbi ed in  altre piante ospiti;
  • la valutazione della presenza di Cacopsilla costalis e di altri eventuali vettori nei frutteti infetti;
  • prove di trasmissione con altri eventuali vettori;
  • lo studio dell’omogeneità del fitoplasma nei diversi frutteti infetti;
  • lo studio del grado di remissione dei sintomi e di eventuali “risanamenti"
In seguito alla forte esplosione della manifestazione sintomatica della fitoplasmosi nel corso del 2001, che ha avuto pesanti ripercussioni economiche, è stato predisposto un piano di sostegno finanziario per le aziende colpite dalla patologia. Tale piano, approvato dalla Giunta provinciale nell’aprile 2002, è volto a compensare i mancati redditi per l’estirpazione anticipata dei meleti che viene quindi incentivata al fine di ridurre il potenziale d’inoculo, non essendovi a tutt’oggi trattamenti curativi efficaci. 

Il programma, nel suo complesso, prevede sia interventi di carattere preventivo, sia di tipo compensativo ed in particolare:

  1. azioni di prevenzione: comprendono azioni di informazione verso gli agricoltori, il monitoraggio del territorio frutticolo attraverso uno specifico piano, il controllo del materiale vivaistico, nonché il supporto tecnico alla lotta contro gli insetti vettori della patologia;
  2. azioni di eradicazione: è prevista l’estirpazione volontaria delle piante infette al fine di limitare il potenziale di inoculo della malattia;
  3. misure di sostegno alle aziende agricole e vivaistiche: le misure prevedono l’erogazione di un indennizzo per i mancati redditi derivanti dall’abbattimento delle piante infette (entità del contributo pari al 70% del valore ammissibile), per la ricostituzione di campi di piante madri (entità del contributo pari al 50% delle spese vive sostenute), per la lotta ai vettori (entità del contributo pari al 50% del costo del prodotto per trattamenti imposti dall’Ufficio Fitosanitario).

La Commissione europea, con nota di data 08/10/2002, ha ritenuto le misure proposte compatibili con il mercato comune a norma dell’art. 87, paragrafo 3, lettera c) del trattato.

La deliberazione della Giunta provinciale n° 910 di data 24 aprile 2002 ha approvato il “Programma di prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia denominata Apple proliferation (scopazzi del melo), predisposto dall’Ufficio Fitosanitario Provinciale a termini dell’articolo 40 della legge provinciale 31 agosto 1981 n° 17 e ss.ms.. Il piano di monitoraggio sull’intero territorio frutticolo trentino è stato condotto mediante una specifica convenzione con il Centro per l’Assistenza Tecnica dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige.

Sono state inoltre attivate le azioni di sostegno alle aziende agricole per l’estirpazione delle piante infette ed è stata messa a punto, in accordo con i tecnici dell’Istituto Agrario di San Michele, la strategia di lotta ai vettori. Sono inoltre proseguite le attività di ricerca scientifica nel settore, nell’ambito del progetto denominato SMAP, finanziato dall’Assessorato Provinciale alla ricerca.
 
Il monitoraggio condotto nell’anno 2004, a confronto con i risultati dell’anno precedente, ha evidenziato una apparente stabilizzazione della presenza della patologia. Nel complesso, tuttavia, la situazione appare ancora grave in quanto l’epidemia denota incrementi che risultano consistenti anche all’esterno della Valle di Non. 

L’elevato numero e la generalizzata diffusione di piante colpite rappresenta una minacciosa fonte di inoculo da ridurre in maniera decisa nel breve periodo, attraverso un programma provinciale di lotta obbligatoria, attualmente allo studio presso gli organi competenti e accompagnato dalle azioni di sostegno all’estirpazione.

Si sottolinea la necessità di procedere con decisione all’estirpazione immediata delle piante infette, rinnovando porzioni sufficientemente ampie al fine di limitare il rischio di  nuove infezioni sulle piante di recente messa a dimora.

Le attività che l’Assessorato intende promuovere di concerto con l’Associazione dei Produttori Ortofrutticoli Trentini, il Centro per l’Assistenza Tecnica e le Unità operative preposte alla ricerca dell’Istituto di San Michele all’Adige sono in breve così riassunte:

  • realizzazione, in accordo con le organizzazioni dei produttori, di un piano provinciale di lotta obbligatoria mediante estirpazione;
  • proseguimento nel sostegno economico alle aziende agricole per l’estirpazione di ampie superfici   infette;
  • vigilanza e controllo del materiale vivaistico;
  • divulgazione delle strategie per la lotta ai vettori;
  • attività di comunicazione ed assistenza tecnica verso i frutticoltori;
  • proseguimento delle attività di monitoraggio sul territorio riguardante la diffusione della patologia   e la presenza di insetti vettori.

 
 


 
 
 
 
 
 
 
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