Per la produzione della ricotta/ricotta affumicata, o poìna/poìna fumàda, il siero utilizzato deve provenire da latte ottenuto da bovine di razza Bruna, Grigio Alpina e altre, alimentate con fieno di prato stabile, o al pascolo.
Ottenuta la cagliata per la produzione del formaggio, si procede all’estrazione del siero che si riscalda fino ad una temperatura di 85-89 °C, raggiunta la quale si aggiunge "l’agro" o l’aceto di vino o il solfato di magnesio (da 0,3 a 0,5%).
Si lascia affiorare la ricotta e poi si procede all’estrazione con la spiumarola. Una volta la ricotta veniva poi riposta nella carota (cestello di legno) per consentire lo sgrondo del siero in eccesso. Oggi invece si usano le fuscelle in plastica alimentare. Dopo circa otto ore di sgrondo la ricotta si pone in luogo fresco o cella frigorifera, dove può essere conservata a 4 °C per 3 giorni.
Altro metodo di conservazione è quello dell’affumicatura per circa una settimana. Un tempo la ricotta, se non era consumata subito, veniva posta ad affumicare (poìna fumàda) su delle assi o mensole di legno sopra l’"arin" (il focolare) e conservata nel "volt" (cantina) a temperatura ambiente. Le forme si presentavano quindi con una crosta scura e la caratteristica pasta giallo fumè, con occhiatura piccola e sparsa, di consistenza maggiore rispetto a quella fresca. Oggi l’affumicatura avviene in appositi locali.
Materie prime ed attrezzature utilizzate per la preparazione:
Ingredienti: latte, “agro”, o aceto di vino, o solfato di magnesio.
Attrezzature: quella di un caseificio sociale e/o privato.