Il latte utilizzato deve provenire da bovine di razza Bruna, Grigio Alpina e altre, alimentate con fieno di prato stabile, o al pascolo. È consentito l’uso di mangimi semplici o composti, ma non vengono usati né insilati, né additivi o conservanti. La raccolta del latte viene fatta una o due volte al giorno.
Nella lavorazione standard il latte crudo, caldo, intero, del mattino, o di due munte raffreddato, messo in caldaia, è riscaldato lentamente fino a 32-35 °C, e quindi addizionato di caglio bovino. Nella fase di riscaldamento può essere aggiunto latteinnesto o fermento naturale. La coagulazione avviene in 20-25 minuti.
La cagliata, ben soda, viene rotta, con la lira o con lo spino, fino alla dimensione di un chicco di mais e la successiva semicottura a 44-46 °C dura 15-25 minuti, dopodiché la cagliata viene lasciata depositare sul fondo dove sosta per 20-30 minuti e quindi estratta e posta su un apposito spersore nelle fascère di legno, avvolta in tele. Durante il giorno vengono effettuati alcuni rivoltamenti con risciacquo delle tele. Le forme vengono quindi messe in salamoia a 16-18 °Boumè, per 4 -5 giorni.
La maturazione avviene in locali a 10-18 °C, con un’umidità dell’80-85% ed è completa a partire dai 60 giorni. In ogni caso i tempi, le temperature e i dosaggi possono variare in funzione delle caratteristiche del latte utilizzato e della stagione.
Materie prime ed attrezzature utilizzate per la preparazione:
Ingredienti: latte, caglio, sale.
Attrezzatura: quella di un caseificio sociale e/o privato.