Il latte utilizzato deve provenire da bovine di razza Bruna, Rendena, Grigio Alpina e altre, alimentate al pascolo in alpeggio. È consentito l’uso di mangimi semplici o composti, ma non vengono usati né insilati, né additivi o conservanti. Il latte della sera, più o meno scremato, viene inviato alla caldaia assieme al latte caldo del mattino, riscaldato lentamente alla temperatura di 33-35 °C e quindi addizionato di caglio bovino. Al coagulo, che avviene in 35-50 minuti, segue la rottura della cagliata a dimensione di un chicco di riso, con inizio della fase di riscaldamento per arrivare alla semicottura a fuoco di 40-45 °C.
La massa viene agitata fino all’asciugatura desiderata. La cagliata viene quindi estratta e messa, avvolta con un telo di lino o cotone, in fascère, su ognuna delle quali è posto un tagliere di legno con un sasso o altro peso per la pressatura.
Nei primi due giorni si cambia spesso la tela, fino alla formazione della pelle. Le forme si mettono quindi in salamoia a 15-18 °Boumé per tre o più giorni, in funzione delle dimensioni della forma.
Il formaggio è pronto dopo 60 giorni di maturazione. La stagionatura avviene in locali freschi (15-20 °C) e umidi, su "scalère" di legno.
Il "Nostrano d’alpe" viene prodotto con il medesimo procedimento miscelando in caldaia le munte intere del mattino e della sera, ma le forme ottenute sono più piccole. I parametri tecnologici indicati possono variare, in più o in meno, a seconda delle condizioni stagionali, o delle caratteristiche del latte utilizzato.
Materie prime ed attrezzature utilizzate per la preparazione:
Ingredienti: latte, caglio, sale.
Attrezzatura: quella di un caseificio sociale e/o privato.