La carota della Val di Gresta non ha varietà autoctone, ma il materiale vegetale impiegato proviene sia da vecchie selezioni, sia da nuove varietà nazionali o estere, saggiate e provate per più anni in loco per verificarne la qualità e l’adattabilità alle particolari condizioni pedoclimatiche dell’ambiente, con esposizione sud-est e altitudine media di 850 metri slm.
La semina viene eseguita in terreni fertili, poveri di scheletro e profondi, con l’impiego di seminatrici manuali, nei mesi di aprile e maggio, su aiuole con distanze fra le file di circa 25 cm ed un investimento a metro lineare di circa 100 semi.
Per il controllo delle infestanti si eseguono tecniche di falsa semina, termodiserbo e varie sarchiature manuali e/o meccaniche. Non si impiegano erbicidi chimici per il controllo delle malerbe.
Lo scavo dei fittoni viene fatto attraverso il sollevamento degli stessi meccanicamente; la defogliazione, la pulizia e la raccolta sono fatte manualmente.
Il periodo di raccolta va dalla fine di luglio a novembre con produzioni medie ad ettaro di 50-60 ton.
Nel passato la conservazione del prodotto veniva fatta presso le singole aziende, in trincea, cioè scavando dei fossi nel terreno, deponendo il prodotto appena scavato dal campo e ricoprendolo con la terra.
Attualmente la conservazione del prodotto viene fatta stivando il prodotto, in cassoni o sacchi, in celle frigo e regolando temperatura ed umidità in modo idoneo.