La patata trentina di montagna è la coltivazione in pieno campo che più di ogni altra coltura ha vissuto l’evoluzione agricola delle zone di montagna del Trentino.
Tale coltura era presente sul territorio già all’inizio del 1900, costituendo un’importante fonte di alimentazione, ma è solo durante e dopo la seconda guerra mondiale che la coltivazione assume importanza economica, in quanto inizia ad essere praticata per la vendita sui mercati e, negli anni ’50, era presente sull’intero territorio provinciale fino ad un altitudine prossima, ed alle volte superiore, ai 1500 metri slm.
Purtroppo, con la fine degli anni ’60, allorché inizia il libero movimento delle merci all’interno del costituito Mercato Comune Europeo, a causa della schiacciante concorrenza portata dai paesi del Nord Europa, le annate economicamente critiche prendono decisamente il sopravvento con il conseguente calo della produzione e l’abbandono della terra da parte di tanti agricoltori costretti a prendere la via dell’estero (Svizzera, Inghilterra, Americhe, Germania, Belgio) in cerca di lavoro e miglior fortuna.
Solo grazie all’impegno ed alla tenacia di pochi agricoltori che, nonostante le grosse difficoltà, hanno continuato nella coltivazione, la patata trentina di montagna si è ritagliata oggi un importante spazio nel mercato riscontrando apprezzamento per le sue particolari qualità.