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DESCRIZIONE SINTETICA DEL
PRODOTTO |
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Frutto di diverse varietà (cultivar), sia autoctone che non, provenienti dal Pirus communis ed in minima parte dal Pirus nivalis, che vengono distinte, a seconda dell'uso commestibile prevalente, in pere da tavola, pere da cuocere e pere da sidro. In dettaglio le varietà antiche trentine sono:
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Pere da tavola:
a) Buona grigia* - frutto di piccola dimensione, piriforme; buccia completamente rugginosa su fondo verde scuro, che non cambia a maturazione; si raccoglie fra agosto e settembre; matura in una settimana e si conserva per circa 10 giorni; polpa di colore leggermente ambrato, lievemente granulosa, abbastanza succosa e dolce, con aroma di vino rosso.
b) Buona Luisa - frutto di dimensione media, piriforme; buccia verde scura con mascella rossobruno nei frutti esposti al sole, che diventa gialla a maturazione; si raccoglie a metà settembre; matura in un paio di settimane e si conserva per circa 40 giorni; polpa bianco-crema, succosa e dolce-acidula.
c) Butirra Diel - frutto di dimensione medio-grande, largo ma piriforme; buccia verde senza colorazioni, che diventa giallo pallido a maturazione; si raccoglie a metà ottobre; matura dopo un mese e si conserva fino a dicembre; polpa bianca, lievemente granulosa, sapore delicatamente dolce.
d) Coscia* - frutto di dimesione medio-piccola, allungata; buccia verde chiaro uniforme, che diventa gialla a maturazione; si raccoglie nella seconda metà di agosto, matura in una settimana e si conserva per circa 20 giorni; polpa bianca fine, succosa, delicatamente dolce e aromatica.
e) Olivier de Serres - frutto di dimensione media, sferico schiacciato; buccia giallobruno con vaste zone rugginose sommitali; il colore non varia di molto a maturazione; si raccoglie a cavallo fra ottobre e novembre; matura a gennaio e si conserva fino a marzo; polpa color crema, fine, succosa dolce-acidula e aromatica.
f) Sorbetto - frutto di dimensione medio-grande, forma a campana tozza; buccia verde, appena colorata di rosa, ove esposta al sole, che schiarisce a maturazione; si raccoglie agli inizi di settembre; matura dopo tre settimane e si conserva fino a metà ottobre; polpa bianca, succosa, delicatamente dolce.
g) Spadona d'inverno - frutto di dimensione medio-grande, di forma allungata; buccia verde uniforme, raramente con rosetta colorata di rosso cupo, che diventa gialla a maturazione, talvolta con una striscia rugginosa che va dal peduncolo al calice; si raccoglie nella seconda metà di ottobre; matura per Natale e si conserva fino a febbraio; polpa bianca, finissima, succosa, dolce-acidula.
h) Trionfo di Vienne* - frutto di grande dimensione, che raggiunge anche il peso di un Kg.,di forma a campana allungata; buccia verde-marrone con rugginosità diffusa su circa tre quarti del frutto tendente al giallomarrone a maturazione; si raccoglie a fine agosto; matura in dieci giorni e si conserva per un mese; polpa color crema, succosa e profumata di litchi, dolce.
2. Pere da cuocere:
a) Martin-sec - frutto piccolo, piriforme; buccia marrone con non frequente faccetta rossa, che non cambia colore a maturazione; si raccoglie nella prima settimana di novembre; si può utilizzare dopo un paio di settimane e si conserva fino ad aprile; polpa color crema, croccante, lievemente granulosa, asciutta e dolce; è ottima anche da consumare fresca.
b) Spina Carpi - frutto medio, sferico con picciolo lungo; buccia verde leggermente rugginosa, che schiarisce appena a maturazione; si raccoglie a metà novembre; matura a febbraio e si conserva fino ad aprile-maggio; polpa bianca, asciutta, moderatamente dolce, con nota gradevolmente amarognola.
3. Pere da sidro:
a) Cristofoline* - futto piccolo, piriforme allungato; buccia verde, si raccolglie a fine agosto e si utilizza dopo pochi giorni di breve conservazione; polpa bianca, non molto succosa e ad alto tasso zuccherino con buona acidità.
b) Moscatella* - frutto piccolo, tondeggiante; buccia verde con faccetta rossa, che diventa gialla a maturazione; si raccoglie a metà luglio, si utlizza dopo alcuni giorni e si conserva per una decina di giorni; polpa bianca, fine, molto dolce, moderatamente acida; profumo intenso di moscato.
d) Pera del sangue* - frutto piccolo, da tondeggiante a piriforme; buccia rossa su fondo verde; si raccoglie a fine agosto e si utilizza da subito conservandosi per poco più di una settimana; polpa color crema con venature rosse che nei frutti più esposti al sole riescono a colorare di rosso sangue la quasi totalità della polpa asciutta; sapore dolce e speziato.
d) Spadona d'estate - frutto medio allungato; buccia verdina, che diventa giallo intenso a maturazione, con frequente faccetta rossa; si raccoglie a cavallo fra agosto e settembre, matura in una settimana e si conserva per circa un mese; polpa bianca, mediamente succosa, acidula e aromatica, buona anche per consumo fresco.
* Varietà resistenti od immuni alla ticchiolatura ed oidio.
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METODICHE DI LAVORAZIONE E
CONSERVAZIONE
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Il pero nelle zone di montagna è normalmente coltivato in terreni di medio impasto, freschi e profondi, con una buona presenza di humus, silicio-argilosi, con buona umidità, dislocati in fondovalle sia in media collina e in montagna, con particolare riferimento ai terreni che si trovano lungo l'asta del fiume Adige e nelle Valli di Non e Sole, ad una quota fra i 400 e i 1300 metri di altitudine. Il portinnesto più utilizzato è il "franco" ed i sesti di impianto più utilizzati sono di m 7x7 negli impianti in cui si utilizzano le forme di allevamento a "pieno vento" e di m 4,5x2,0 per gli impianti a "spalliera". I metodi più diffusi di coltivazione sono il convenzionale integratro ed il biologico, anche se vi sono esempi di coltivazioni spontanee. Il periodo di raccolta, effettuata a mano, varia a seconda della varietà e dell'altitudine, da giugno a novembre, mentre il periodo di consumo, con la conservazione in fruttatio, va da giugno ad aprile dell'anno successivo; per quelle frigoconservate tale termine può essere protratto di parecchi mesi. Il grado zuccherino varia da 11 a 15° Brix e l'acidità da 1,3 a 3,5 g/l di acido malico, con una intensità di aromi e profumi nettamente più marcati nei fruti rispetto a quelli coltivati in pianura.
MATERIALI ED ATTREZZATURE UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE E IL CONDIZIONAMENTO
Attualmente per la conservazione della frutta vengono utilizzate le celle frigorifere. Esistono comunque ancora, soprattutto nelle vecchie dimore di montagna, locali seminterrati, con pavimenti in terra battura, dove vengono conservate le varietà, come la Spadona, che richiedono un grado di umidità particolare per raggiungere la perfetta maturazione, oppure le varietà precoci.
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CURIOSITA'
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La presenza antica del pero in Trentino è testimoniata da numerosi esemplari plurisecolari, fra i quali, certamente il più antico, della veneranda età di circa 350 anni, si trova nel centro storico di Sarnonico, in Alta Valle di Non, a m 970 s.l.m., della varietà "Spina Carpi", e produce regolarmente 8-10 quintsli di pere all'anno. Ai tempi di Napoleone vi erano ancora numerose varietà locali, oggi quasi tutte scomparse. Si citano: bergamotte, zignole, papali, baizpier, brutte e buone, lunghe - fra le estive - e da signor, ruggini, buon cristian - fra le invernali. E' comunque verso il 1870 che iniziano le coltivazioni a scopo commerciale. La produzione di pere in Valle di Non nel 1888 fu di 1.500 quintali, pari alla metà di quella delle mele. L'impulso decisivo venne però nel primo dopoguerra a partire dal 1920, con il declino definitivo della gelsicoltura. Già nel 1925 si era instaurata una florida corrente di esportazione delle pere verso Svezia, Norvegia, Danimarca, Germania ed Egitto. Nel 1930 i quintali prodotti furono 35.000 nella sola Valle di Non e di 40.000 nel resto della provincia. Fra il 1930 ed il 1955 la produzione di pere raggiunse il suo apice ed in alcune annate raggiunse per quantità quella delle mele. Il declino produttivo iniziò alla fine degli anni cinquanta, quando iniziarono ad imporsi sui mercati nazionali ed esteri le produzioni delle pianure del Veneto e dell'Emilia. Nel 1969 la produzione di pere fu di 190.000 quintali in Valle di Non su un totale provinciale di 450.000. Dieci anni dopo, la produzione si era praticamente portata ai minimi attuali di circa 50.000 quintali. Da alcuni anni si è verificata una rinnovata e crescente attenzione anche nei confronti delle pere ed in particolare per quelle varietà locali ed antiche che erano state inspiegabilmente abbandonate e che sono ancora coltivate in piccoli appezzamenti familiari quali la Buona Luisa, la Coscia, la Forelle, la Olivier de Serres, la Spadona, nonchè varietà da sidro e da cuocere fra cui eccelle la Martin-sec. |
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