Per la produzione delle "verde" o "verdòle" si utilizzano i cavoli cappuccio che vengono raccolti nel periodo compreso tra fine settembre e metà ottobre e depositati in un luogo arioso per circa una settimana.
Dopo un bagno in acqua corrente, tolte le foglie più esterne rovinate dagli agenti atmosferici, i cavoli cappuccio vengono tagliati a quarti e triturati (con coltello o con un'apposita affettatrice). La sminuzzatura ottenuta viene riposta in un apposito contenitore alimentare (una volta in legno di larice) sul fondo del quale vengono preventivamente riposte delle foglie intere del cavolo.
Man mano che le "verde" vengono prodotte, si sitemano nel contenitore a strati non molto consistenti ed aggiunte di sale. Ogni strato, dopo la salatura, viene pressato con le mani chiuse a pugno al fine di non lasciare zone vuote. Si continuano ad aggiungere le "verde" ed il sale fino al riempimento del contenitore. A questo punto si ricopre con uno strato di foglie intere di cavolo cappuccio ed il tutto viene pressato con un coperchio sul quale è sistemato un peso in modo da schiacciare le "verde" e far salire in alto l'acqua.
Il prodotto viene poi lasciato fermentare per circa una settimana a temperatura ambiente e successivamente per almeno quaranta giorni in un luogo fresco. Dopo questo periodo di fermentazione si tolgono le foglie di cavolo poste a separazione delle "verde" dal coperchio e si elimina il liquido in eccesso. Volendo prelevare un determinato quantitativo di "verde" per un immediato uso, si elimina l'acqua in eccesso, che viene reintegrata con dell'acqua fresca e si torna poi a ricoprire col coperchio e relativo peso. La conservazione deve avvenire in luoghi con temperatura fra gli 8° e i 12° rinnovando settimanalmente l'acqua.
Materie prime e attrezzature utilizzate per la preparazione:
Cavoli cappuccio, sale (1 Kg ogni 100 Kg di cavoli), coltelli e/o affettatrice, contenitori alimentari a norma di legge, peso da sovrapporre al coperchio.