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Ortofrutticoltura

L’elevata qualità dell’ortofrutta trentina è principalmente merito dalle particolari condizioni pedoclimatiche, ma anche della capacità e professionalità dei numerosi operatori agricoli supportati da un capillare ed efficiente sistema di assistenza tecnica. Le ridotte dimensioni medie aziendali (1,2 ettari/azienda) di per sé rappresentano un pesante elemento di criticità ed hanno reso indispensabile il ricorso a forme aggregative (cooperative e organizzazioni dei produttori) .

Il comparto di spicco del settore è costituito dalla produzione di mele che da sola genera circa il 79% della PLV della frutticoltura. È da segnalare l’importante crescita del comparto dei piccoli frutti che nel corso degli ultimi anni si è ritagliato una posizione di una certa importanza e si trova oggi al secondo posto nella produzione frutticola trentina. Per quanto riguarda le drupacee, esse costituiscono circa il 2,3% del totale della PLV. Fra le altre legnose agrarie la principale coltivazione è costituita dai kiwi (actinidia) che da soli rappresentano ben il 90% della PLV di questo sottocomparto.

Buona la tenuta della produzione di ciliegie mentre per le susine si nota invece una riduzione della produzione e della superficie investita, a seguito della diminuzione della redditività della coltura e a problemi fitosanitari (fitoplasmosi “Sharka”). Infine la produzione di olive, stazionaria in termini di superficie, ma con una lieve diminuzione della produzione.

Il settore ortofrutticolo tutela e valorizza i propri prodotti anche attraverso l’utilizzo delle denominazioni di origine protetta (DOP) ed indicazioni geografiche protette (IGP) istituite a livello comunitario con il regolamento CE n. 2081/92. Oltre al riconoscimento della DOP per la “Mela Val di Non” ottenuto nel 2003, sono tuttora in corso le istruttorie relative a :

  • Marone Trentino (DOP)
  • Frutti di bosco del Trentino (IGP)
  • Fragola del Trentino (IGP)
  • Mela del Trentino (IGP)
  • Susina di Dro (DOP)